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La
sottoscrizione all'appello
è aperta a
tutti i cittadini d'Europa
appello@iisf.it |
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«L’ordine delle idee dee procedere
secondo l’ordine delle cose. L’ordine delle cose umane
procedette: che prima furono le selve, dopo i tuguri,
quindi i villaggi, appresso le città, in fine le
Accademie».
Giambattista Vico |
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«Nella tradizione delle grandi
Accademie europee, con particolare riferimento alle
tradizioni delle Accademie dell’Umanesimo meridionale,
l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici è un luogo
dove la trasmissione della scienza ereditata dagli
Antichi alle giovani generazioni si trasforma e si
rielabora in rinnovata cultura intesa come etica del
vivere civile e, allo stesso tempo, come metodo per
scoprire la verità e discutere le opinioni di ciascuno.
Con la sua ampia e articolata attività, fatta di
convegni scientifici, corsi di lezioni, seminari
interdisciplinari, prestigiose collane editoriali,
l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici in tutti
questi anni ha svolto un ruolo di avanguardia nello
sviluppo della cultura italiana ed europea, di
formazione e di comunicazione, anche internazionale, non
solo dei concetti della filosofia, ma anche degli
avanzamenti e delle scoperte delle scienze, della
storia, di tutte le ‘scienze umane’, ed ha favorito il
contatto di giovani studiosi italiani con le più fulgide
intelligenze di tutto il mondo. Ha consentito ai giovani
laureati di dialogare direttamente con i più grandi
pensatori e scienziati napoletani, italiani e stranieri
sulle vicende e le ragioni del Risorgimento italiano,
dell’età della Resistenza e dell’epoca repubblicana
d’Italia; sui temi dell’Umanesimo meridionale da
Giordano Bruno a Tommaso Campanella, a Bernardino
Telesio, da Giambattista Vico a Gianvincenzo Gravina, da
Antonio Genovesi a Francesco Mario Pagano, a Gaetano
Filangieri.
In tal modo, inoltre, ha dato la possibilità anche a
molta intellettualità europea ed extraeuropea di
conoscere la nobile tradizione culturale napoletana e le
risorse ancora intatte di entusiasmo e di amore per lo
studio di molti maestri e di molti giovani del
Mezzogiorno d’Italia. Il merito dell’Istituto è da
individuare, infatti, nell’aggregazione di molte delle
più belle intelligenze giovanili e nell’indirizzarle al
culto appassionato dei valori più alti del vivere
civile, della cura dell’universale contro il gretto
particolarismo di una società ricca, ma sempre più
spesso egoista e violenta.
Un simile vissuto ha reso in trentacinque anni grandi
benefici alla città di Napoli e soprattutto in questo
frangente storico il ruolo che l’Istituto Italiano per
gli Studi Filosofici ha finora avuto è assolutamente
insostituibile.
Tanti sono stati i gesti concordi a questa generosa
attività che si è mossa sul filo più alto della
tradizione dell’Europa: il 22 giugno 1993 e il 24
settembre 1993, alla presenza di una delegazione
dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici vennero
presentati, rispettivamente al Parlamento Europeo e
all’ONU, l’Appello per la filosofia e l'Appello
per la ricerca umanistica, ai quali fecero seguito
entusiastici discorsi di adesioni da parte dell'on.
Antonio La Pergola, presidente della Commissione Cultura
del Parlamento Europeo, dell'on. Egon Alfred Klepsch,
presidente del Parlamento Europeo, e del presidente
dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Samuel R.
Insanally.
Sarebbe un gravissimo regresso per la cultura italiana,
europea e soprattutto per la cultura napoletana, di
questa città, che è stata così ricca in scoperte e in
suggestioni per tutta l’Europa, l’arrestare oggi o anche
solo il diminuire la attività dell’Istituto Italiano per
gli Studi Filosofici, vero erede a Napoli e in Europa
delle grandi Accademie del Cinquecento e del secolo dei
lumi». |