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ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI
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“Ciò
che oggi sarebbe necessario è un umanesimo militante, che scopra la
propria virilità e si saturi della convinzione che il principio
della libertà, della tolleranza e del dubbio non deve lasciarsi
sfruttare e sorpassare da un fanatismo, che è senza vergogna e
senza dubbi. Se l’umanesimo europeo […] non è più in grado di
rendere la propria anima consapevole di se stessa andrà in rovina e
ci sarà un’Europa il cui nome non sarà più che un'espressione e
da cui sarebbe meglio rifugiarsi nella neutralità fuori del
tempo”. Thomas Mann |
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ANTONIO
GARGANO -
Saggi
per la scuola: proponiamo le
trascrizioni delle lezioni tenute dal Segretario generale
dell'Istituto, per gli studenti delle ultime classi dei licei
nell'ambito dei programmi per la scuola dell'Istituto Italiano per gli
Studi Filosofici. |
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GERARDO MAROTTA (Presidente
dell'Istituto Italiano per gli
Studi Filosofici):
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Pasquale Saraceno. Unità nazionale e mezzogiorno
•
Gli hegeliani di Napoli nel Risorgimento
e dopo la seconda guerra mondiale |
GIOVANNI
PUGLIESE CARRATELLI
(Direttore
dell'Istituto Italiano per gli
Studi Filosofici):
•
Libertà di
ricerca e di insegnamento e funzione dell’Università di
Stato |
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«[...]
mi chiedevo se un giorno
sarebbe nata un'istituzione
che fosse in grado di
risvegliare a nuova vita la
nostra tradizione culturale
ormai irrigidita dalle
regole di una società
burocraticamente organizzata
e finalizzata all'ideale del
profitto economico. Era mai
possibile una tale
istituzione? Oggi, come
membro dell'Istituto
Italiano per gli Studi
Filosofici posso affermare
che ciò è possibile. [...]
Spero, pertanto, che questa
"nuova" istituzione non
resti l'unica, ma sia
modello per tutta l'Europa e
per tutti quei paesi del
mondo che si prefiggano lo
scopo di realizzare una
cultura libera da rigidi
schemi precostituiti,
all'insegna di una
solidarietà che sia garanzia
di pace [...]».
Hans-Georg Gadamer |
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«Negli anfiteatri della Sorbonne o
nelle aule dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales a
Parigi,
nella biblioteca del Warburg Institute a Londra o nei corridoi
dell’Institute Advanced Study a Princeton, nella Freie
Universitaet a Berlino o nelle sedi più diverse degli Istituti
Italiani di Cultura quando si parla dell’Avvocato si pensa
immediatamente all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e
al suo presidente, Gerardo Marotta. Nessuna ambiguità, nessuna
possibilità di confusione nei circuiti culturali [...]».
Nuccio
Ordine
(Marotta, per i maestri del sapere è sempre l'"Avvocato",
dal
corriere della sera
del 26/04/07, in occasione dell'ottantesimo compleanno dell'avv.
Gerardo Marotta). |
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Vedi anche
gli articoli di
Remo
Bodei:
Mecenate
mediterraneo (Il Sole -
24 Ore del 4/11/'07), Donatella Trotta:
Da
tutto il mondo per gli 80 anni Marotta
(Il Mattino dell' 8/11/'07),
Biagio de Giovanni, Ernesto Paolozzi e
Roberto Fuccillo (la
Repubblica del 10/11/'07), Imre Toth:
Marotta, il custode della filosofia
(Il Mattino del 10/11/'07), Ernst Nolte:
La faccia
dell'Europa, oltre la politica e Armida Parisi:
Perché non
possiamo non dirci marottiani (Il
Roma del 10/11/'07), Davide Cerbone
intervista Gerardo Marotta (La
Gazzetta dello Sport del 19/11/'07). |
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INTERVISTA
A NUCCIO ORDINE
Mirella
Armiero:
GIORDANO
BRUNO
PARLA
RUSSO.
La
fortuna
del
Nolano
nel
paese
del
Codice Norov
(dal
corriere
del
mezzogiorno
-
supplemento
del
corriere
della sera - del 24/09/08 |
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Proponiamo la prolusione del prof. ANIELLO MONTANO
(Università di Salerno) pronunziata mercoledì
7 dicembre 2005,
in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico
dell'Istituto: «Vico e le repubbliche di
"mercadanti"». |
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PIERO CALAMANDREI:
Il nostro programma
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ENZO COLLOTTI:
Un'Italia civile che non esiste più |
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SERGIO PIRO:
Trattato della ricerca
diadromico-trasformazionale -
Prassi trasformazionali in campo di
esclusione antropica |
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«Sarebbe mai possibile oggi una rivista intitolata “L’educazione nazionale”? Con questo non voglio dire che sia spenta del tutto la convinzione che spetti al filosofo un impegno civile.
Ma non è certo l’impegno volto all’educazione nazionale, se mai è un impegno che si volge verso il processo di ammodernamento della nostra società o anche verso lo scardinamento dello Stato (ne abbiamo viste in questi anni di tutti i colori). No,
il problema dell’educazione nazionale non è più un problema che interessi la filosofia italiana. Anche per una ragione più profonda, di cui parlo con l’animo perturbato e commosso, nonostante la mia vocazione illuministica e cosmopolitica: l’Italia non è più una nazione, nel senso che per lo meno nelle nuove generazioni non esiste più il sentimento nazionale, quello che una volta si diceva solennemente amor di patria.
L’Italia è ridiventata poco più che un’espressione geografica, e gli italiani sono ridiventati, lo dico con forza, “un volgo disperso che nome non
ha”. Mi domando spesso perché. Ma non ho mai trovato una risposta soddisfacente. Eppure è proprio così: ho domandato spesso a giovani della generazione dei miei figli che cosa voglia dire per loro essere italiani. Ma non è una domanda che li interessi. Il problema li lascia totalmente indifferenti».
norberto bobbio - Pubblichiamo la trascrizione della prolusione di Norberto
Bobbio -
Vico e la teoria delle forme di governo
- pronunziata in occasione dell'inaugurazione dell'Istituto
Italiano per gli Studi Filosofici |
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Carteggio Albert Einstein - Sigmund Freud
PERCHÉ
LA GUERRA?
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ALBERT EINSTEIN:
La conferenza del disarmo
Le scuole e il problema della pace
A proposito del servizio militare
Discorso a una manifestazione studentesca per il disarmo
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Proponiamo i discorsi di
LUIGI EINAUDI (Presidente
della Repubblica Italiana, 1948-55) sulla necessità degli Stati Uniti
d'Europa: «Se
si vuole fra venticinque anni una nuova guerra la quale segni la fine
d’Europa si scelga la via della società delle nazioni, se si vuole
tentare seriamente di allontanare da noi lo spettro della distruzione
totale si vada verso l’idea federale. [...] il mito dello Stato sovrano
significa, è sinonimo di “guerra”. La guerra del 1914-18, quella
presente e l’orrenda maggiore carneficina che si prepara per l’avvenire
furono sono e saranno il risultato necessario del falso idolo dello
Stato sovrano».
La Società delle Nazioni è un
ideale possibile? •
Chi vuole la pace? •
Il mito dello Stato sovrano
•
Chi vuole la bomba
atomica? |
| CARLO IANNELLO
(Presidente della Fondazione Antonio Iannello)
Note
sul federalismo |
| ANTONIO
GARGANO
Il progetto per una pace perpetua di Kant
(Saggi per la scuola) |
| HANS-GEORG
GADAMER
Appello
"per l'Europa" - Intervista
a Gerardo Marotta
"Il filosofo e la guerra"
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