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“Ciò che oggi sarebbe necessario è un umanesimo militante, che scopra la propria virilità e si saturi della convinzione che il principio della libertà, della tolleranza e del dubbio non deve lasciarsi sfruttare e sorpassare da un fanatismo, che è senza vergogna e senza dubbi. Se l’umanesimo europeo […] non è più in grado di rendere la propria anima consapevole di se stessa andrà in rovina e ci sarà un’Europa il cui nome non sarà più che un'espressione e da cui sarebbe meglio rifugiarsi nella neutralità fuori del tempo”. Thomas Mann 

Entrata trionfale di Garibaldi in Napoli; V. Adami - Lit. Perrin

Il 7 settembre 1860 Giuseppe Garibaldi entra a Napoli!
Ricordiamo l'avvenimento con il prof. Raffaele Colapietra.
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Raffaele Colapietra

ANTONIO GARGANO - Saggi per la scuola: proponiamo le trascrizioni delle lezioni tenute dal Segretario generale dell'Istituto, per gli studenti delle ultime classi dei licei nell'ambito dei programmi per la scuola dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

GERARDO MAROTTA (Presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici):
 
Pasquale Saraceno. Unità nazionale e mezzogiorno
 
Gli hegeliani di Napoli nel Risorgimento e dopo la seconda guerra mondiale

GIOVANNI PUGLIESE CARRATELLI (Direttore dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici):
 
Libertà di ricerca e di insegnamento e funzione dell’Università di Stato

Hans-Georg Gadamer«[...] mi chiedevo se un giorno sarebbe nata un'istituzione che fosse in grado di risvegliare a nuova vita  la nostra tradizione culturale ormai irrigidita dalle regole di una società burocraticamente organizzata e finalizzata all'ideale del profitto economico. Era mai possibile una tale istituzione? Oggi, come membro dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici posso affermare che ciò è possibile. [...] Spero, pertanto, che questa "nuova" istituzione non resti l'unica, ma sia modello per tutta l'Europa e per tutti quei paesi del mondo che si prefiggano lo scopo di realizzare una cultura libera da rigidi schemi precostituiti, all'insegna di una solidarietà che sia garanzia di pace [...]». Hans-Georg Gadamer

Presentazione del volume: HEGELS ÄSTHETIK ALS THEORIE DER MODERNE,
a cura di Annemarie Gethmann-Siefert, Erzsébet Rózsa, Herta Nagl-Docekal, Elisabeth Weisser-Lohmann, Akademie Verlag, Berlin 2013.

Interventi di: Francesca Iannelli, Claudia Melica, Ludwig Nagl e Herta Nagl-Docekal.

Nuccio Ordine«Negli anfiteatri della Sorbonne o nelle aule dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales a Parigi, nella biblioteca del Warburg Institute a Londra o nei corridoi dell’Institute Advanced Study a Princeton, nella Freie Universitaet a Berlino o nelle sedi più diverse degli Istituti Italiani di Cultura quando si parla dell’Avvocato si pensa immediatamente all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e al suo presidente, Gerardo Marotta. Nessuna ambiguità, nessuna possibilità di confusione nei circuiti culturali [...]». Nuccio Ordine (Marotta, per i maestri del sapere è sempre l'"Avvocato", dal corriere della sera del 26/04/07, in occasione dell'ottantesimo compleanno dell'avv. Gerardo Marotta).

Vedi anche gli articoli di Remo Bodei: Mecenate mediterraneo  (Il Sole - 24 Ore del 4/11/'07), Donatella Trotta: Da tutto il mondo per gli 80 anni Marotta (Il Mattino dell' 8/11/'07), Biagio de Giovanni, Ernesto Paolozzi e Roberto Fuccillo (la Repubblica del 10/11/'07), Imre Toth: Marotta, il custode della filosofia (Il Mattino del 10/11/'07), Ernst Nolte: La faccia dell'Europa, oltre la politica e Armida Parisi: Perché non possiamo non dirci marottiani (Il Roma del 10/11/'07), Davide Cerbone intervista Gerardo Marotta (La Gazzetta dello Sport del 19/11/'07).

INTERVISTA A NUCCIO ORDINE
Mirella Armiero
: GIORDANO BRUNO PARLA RUSSO. La fortuna del Nolano nel paese del Codice Norov
(dal corriere del mezzogiorno - supplemento del corriere della sera - del 24/09/08

Proponiamo la prolusione del prof. ANIELLO MONTANO (Università di Salerno) pronunziata mercoledì 7 dicembre 2005, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Istituto: «Vico e le repubbliche di "mercadanti"».

PIERO CALAMANDREI: Il nostro programma    ENZO COLLOTTI: Un'Italia civile che non esiste più

SERGIO PIRO: Trattato della ricerca diadromico-trasformazionale - Prassi trasformazionali in campo di esclusione antropica

«Sarebbe mai possibile oggi una rivista intitolata “L’educazione nazionale”? Con questo non voglio dire che sia spenta del tutto la convinzione che spetti al filosofo un impegno civile. Norberto Bobbio Ma non è certo l’impegno volto all’educazione nazionale, se mai è un impegno che si volge verso il processo di ammodernamento della nostra società o anche verso lo scardinamento dello Stato (ne abbiamo viste in questi anni di tutti i colori). No, il problema dell’educazione nazionale non è più un problema che interessi la filosofia italiana. Anche per una ragione più profonda, di cui parlo con l’animo perturbato e commosso, nonostante la mia vocazione illuministica e cosmopolitica: l’Italia non è più una nazione, nel senso che per lo meno nelle nuove generazioni non esiste più il sentimento nazionale, quello che una volta si diceva solennemente amor di patria. L’Italia è ridiventata poco più che un’espressione geografica, e gli italiani sono ridiventati, lo dico con forza, “un volgo disperso che nome non ha”. Mi domando spesso perché. Ma non ho mai trovato una risposta soddisfacente. Eppure è proprio così: ho domandato spesso a giovani della generazione dei miei figli che cosa voglia dire per loro essere italiani. Ma non è una domanda che li interessi. Il problema li lascia totalmente indifferenti».
norberto bobbio - Pubblichiamo la trascrizione della prolusione di Norberto Bobbio - Vico e la teoria delle forme di governo - pronunziata in occasione dell'inaugurazione dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Carteggio Albert Einstein - Sigmund Freud
PERCHÉ LA GUERRA?

ALBERT EINSTEIN: La conferenza del disarmo
Le scuole e il problema della pace
A proposito del servizio militare
 Discorso a una manifestazione studentesca per il disarmo

Proponiamo i discorsi di LUIGI EINAUDI (Presidente della Repubblica Italiana, 1948-55) sulla necessità degli Stati Uniti d'Europa: «Se si vuole fra venticinque anni una nuova guerra la quale segni la fine d’Europa si scelga la via della società delle nazioni, se si vuole tentare seriamente di allontanare da noi lo spettro della distruzione totale si vada verso l’idea federale. [...] il mito dello Stato sovrano significa, è sinonimo di “guerra”. La guerra del 1914-18, quella presente e l’orrenda maggiore carneficina che si prepara per l’avvenire furono sono e saranno il risultato necessario del falso idolo dello Stato sovrano».
La Società delle Nazioni è un ideale possibile?  •  Chi vuole la pace?  •  Il mito dello Stato sovrano  •  Chi vuole la bomba atomica?

CARLO IANNELLO (Presidente della Fondazione Antonio Iannello) Note sul federalismo
ANTONIO GARGANO  Il progetto per una pace perpetua di Kant (Saggi per la scuola)
HANS-GEORG GADAMER Appello "per l'Europa" - Intervista a Gerardo Marotta  "Il filosofo e la guerra"
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