IISF – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Via Monte di Dio 14 – 80132 Napoli

                        La filosofia classica tedesca e il problema del male 

Kant, Hegel, Schelling 

1-3 aprile 2020

ore 16.00 – 19.00


Secondo Luigi Pareyson la filosofia nella sua storia variegata e plurale sarebbe stata singolarmente disattenta e reticente nei confronti della realtà e del problema del male, a proposito del quale maggiore coraggio e profondità avrebbero mostrato le religioni. Anche nel secolo alle nostre spalle, così segnato dallo scatenamento del male (morale e fisico), non vi sarebbe stata, per il grande pensatore italiano, una adeguata attenzione al tema da parte di una filosofia prevalentemente attirata da indagini analitiche a sfondo materialistico o empiristico. Pareyson stesso tuttavia non ha mai celato di ritenere la filosofia tedesca classica come un periodo estremamente creativo del filosofare. Nasce così l’ipotesi di verificare e ricostruire (e rimeditare) quanto nell’ambito del pensiero classico tedesco è stato pensato sul tema del male. Questa ricostruzione verrà effettuata in maniera assai selettiva e limitata nel corso del seminario. Verranno ripresi i temi del male radicale in Kant, la sua ripresa nella Sittenlehre di Fichte, la dialettica della coscienza morale nella Filosofia del diritto di Hegel, l’inversione dei principi in Schelling (e in Baader). Sullo sfondo – non raramente assunte come termine di riferimento polemico dagli ‘idealisti’ – stanno le ricerche di Leibniz nell’ambito della teodicea, con la sua triplice nozione del male (metafisico, fisico e morale). Un interlocutore essenziale sarà anche Schopenhauer, che capovolge radicalmente l’impostazione tradizionale, e concepisce non il male come assenza di bene, ma il bene come assenza di male. Dall’indagine di questi autori e testi si cercherà di illustrare la tesi che il male ha a che fare con la libertà, che non è soltanto un principio morale, ma più ampiamente ontologico, cioè costituente la realtà stessa. La libertà è in questo senso “potenza” della ammissione o del rifiuto del bene concreto. Come tale il male ha una natura spirituale, è negatività attiva, non mera assenza, cosa che ne spiega la valenza distruttiva. Ciò sollecita – come invitava Paul Ricoeur – a riprendere su un nuovo fondamento le domande della teodicea, in particolare la sfida di pensare insieme l’esistenza di Dio e l’esistenza del male, senza lasciar cadere nessuna delle due ammissioni.


L'UF è rivolta ai docenti di ogni ordine di studi e mira a far acquisire conoscenze e competenze finalizzate a sviluppare negli studenti una consapevole cittadinanza. Alla fine del corso i docenti avranno acquisito conoscenze aggiornate su un tema classico della filosofia classica tedesca, spendibili nella progettazione di classe e disciplinare.

Numero massimo di iscrizioni: 25

La frequenza per i residenti a Napoli (sede di svolgimento del corso) e provincia è obbligatoria. I non residenti potranno prendere visione della registrazione video e audio della lezione, caricata sulla classe virtuale (Moodle), attraverso la quale sarà anche accertata la frequenza.


http://www.iisf.it/formazione/pluginfile.php/1070/course/summary/UF_La%20_Filosofia_classica_tedesca_e_il_problema_del_male_.pdf