ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

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Ciclo di lezioni per la scuola


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Alla fine di ogni ciclo di lezioni gli studenti che abbiano partecipato in sede ai tre incontri potranno inviare una relazione sui temi trattati. Le due relazioni che la commissione giudicatrice, formata dai docenti titolari dell’iniziativa, giudicherà le migliori saranno pubblicamente premiate nella sede dell’Istituto nel mese di giugno 2018.
Le relazioni (entro le 20.000 battute spazi compresi) devono pervenire in formato Word, all’indirizzo di posta elettronica iisf.scuola@gmail.com, entro trenta giorni dall’ultima lezione. Per indicazioni relative alla stesura del testo consultare le note sulla scrittura argomentativa.

Si richiede la prenotazione presso la segreteria dell’Istituto.

 

Note sulla scrittura argomentativa

 

Possiamo in generale definire argomentativo un testo che sostiene una tesi e la giustifica per mezzo di argomentazioni.

Per argomentazione intendiamo le ragioni e/o le prove che si portano a sostegno di un’asserzione; l’argomentazione più semplice consiste in una asserzione e nella sua giustificazione: ad es. «È bene mangiare molta frutta (asserzione), perché è ricca di vitamine (giustificazione)».

Lo scopo dell’argomentazione è quello di convincere della propria tesi il destinatario.

Le argomentazioni debbono avere la caratteristica formale della coerenza logica (tra gli argomenti portati a sostegno della tesi con la tesi stessa) e debbono addurre contenuti attinenti con la realtà, che confermano la tesi. Ad es., in un commento ad un testo letterario le prove della tesi sostenuta debbono trovare un riscontro nella realtà del testo; in un saggio storiografico nei documenti e nelle fonti dell’evento indagato; in un’arringa difensiva nelle dichiarazioni dei testi a discolpa e nelle prove fattuali. Inoltre l’argomentazione può cercare conferma nell’autorevolezza di altre argomentazioni avanzate da esperti universalmente riconosciuti dell’argomento affrontato; questo vale tanto nel commento ad un testo letterario, quanto nella difesa di una tesi storiografica ecc.

Un’argomentazione è efficace quando sa scegliere i contenuti argomentativi condivisi con i destinatari ai quali si rivolge e si poggia sull’autorevolezza di studiosi riconosciuti anche dai destinatari.

 

Il testo argomentativo filosofico si caratterizza non solo per le tesi, spesso lontane da o non coincidenti con l’opinione comune, che attengono per lo più a temi propri della tradizione filosofica e che si rivolgono ad un destinatario esperto o almeno interessato a temi filosofici, ma anche per l’enfasi posta sul valore della coerenza logica dell’argomentazione. I contenuti, a seconda dei temi trattati, possono essere ripresi sia dalla riflessione personale sia da altri filosofi, la cui autorevolezza si ritiene condivisa con i destinatari, sia infine dall’esperienza. Spesso l’argomentazione filosofica utilizza non solo l’esame delle possibili obiezioni e la loro eliminazione a causa della loro scarsa rilevanza o inconsistenza o erroneità (quando quelle si basano su pochi casi che vengono indebitamente generalizzati o su dati inattendibili), ma la vera e propria confutazione, cioè la riduzione all’assurdo, al fine di rafforzare la forza logica dell’argomentazione con il ricorso ad una delle più diffuse strategie dimostrative.

 

Possiamo distinguere le argomentazioni in: 1) semplici e 2) complesse, a seconda che argomentino direttamente la tesi oppure ricorrano all’eliminazione delle obiezioni.

1) Tesi Þ Argomento/i a favore della tesi Þ Conclusione

2) Tesi Þ Argomento/i a favore della tesi Þ Obiezione Þ Argomento/i a sostegno dell’obiezione Þ Eliminazione dell’obiezione Þ Conclusione e riaffermazione della tesi iniziale

 

Alcuni suggerimenti pratici per l’elaborazione del testo:

1) esplicitare con chiarezza, all’inizio, la tesi che si intende sostenere;

2) esplicitare le possibili obiezioni alla propria tesi e gli argomenti capaci di confutarle;

3) dividere il testo in paragrafi (con un titolo adeguato) e capoversi;

4) utilizzare i connettivi (causali, finali ecc...) in maniera corretta;

5) costruire il testo con frasi brevi, che fanno comprendere con chiarezza le proprie posizioni;

6) usare un lessico (specifico e non) perspicuo e corretto, in modo da evitare ambiguità;

7) evitare ripetizioni;

8) curare che le diverse parti siano ben proporzionate e le conclusioni esplicitate.


 

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