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La “Teoria della Nascita” e le sue implicazioni filosofiche
A cura di Emanuela Atzori (Magma odv, Associazione di studi avanzati e ricerca applicata in scienze umane e sociali)
Venerdì 10 aprile, ore 16
Emanuela Atzori (Magma odv)
La teoria della Nascita nei suoi aspetti teorici e di ricerca. Alcuni principi metodologici di studio nelle scienze umane
Sabato 11 aprile, ore 10
Francesca Fagioli (Scuola di psicoterapia dinamica Bios Psychè-Fondazione Massimo Fagioli)
Origine e sviluppo del pensiero umano: la capacità di immaginare, l’attività onirica e l’attività mentale nella veglia
Maria Gabriella Gatti (Scuola di psicoterapia dinamica Bios Psychè)
La vitalità e la Teoria della Nascita
Partendo dal presupposto che la disciplina indicata con il termine di “psicoterapia” sia presumibilmente ancora da considerare pre-paradigmatica, si può affermare che le teorie esplicative che, nel corso del tempo, sono state elaborate sulla fisiologia dello sviluppo e del funzionamento della realtà mentale umana e sulla sua patologia, possono essere invece candidate a divenire paradigmi di riferimento. Quest’ultimo passaggio avviene quando una nuova teoria, dopo aver superato un sistema di controlli che indica come le sue asserzioni di base o predizioni siano controllabili intersoggettivamente e quindi passibili di falsificazione e/o confutazione, propone una nuova conoscenza che – sulla base della sua utilità – costituisce un progresso scientifico. È questo il caso della “Teoria della nascita” elaborata dallo psichiatra Massimo Fagioli nel 1971 e che ha posto nuove basi scientifiche per comprendere la formazione del pensiero umano.

