Seminari dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

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Maurizio Cambi - Declinazioni dell’utopia moderna

2-4 febbraio 2026, ore 16

Maurizio Cambi (Università di Salerno)
Declinazioni dell’utopia moderna

Lunedì 2 febbraio
Utopia: Thomas More e la genesi di un lemma fortunato

Martedì 3 febbraio
Tommaso Campanella: le stelle e il governo della città

Mercoledì 4 febbraio
La nuova Atlantide: Francis Bacon e l’isola degli scienziati

Thomas More con il suo celebre Libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus de optimo rei publicae statu, deque nova insula Utopia (Lovanio 1516) stabilisce il canone narrativo del genere utopico moderno. Fondendo suggestioni antiche, motivi umanistici e aspirazioni di riforma, More il- lustra minuziosamente l’organizzazione politica di uno stato immaginario dove tutti gli abitanti vivono felici e in armonia. Una sorta di “enciclopedia del buon vivere” che fornisce la migliore soluzione possibile alle molteplici carenze degli stati reali. Un archetipo sottratto all’usura del tempo storico che si presenta come un «messaggio nella bottiglia» – la metafora è di Luigi Firpo – inviato dagli utopisti moderni agli uomini delle stagioni future perché provassero a realizzare almeno in parte il loro progetto. Ma un frutto della fantasia può davvero essere utile per emendare gli errori della politica reale? Campanella ritiene che le utopie rappresentino un proficuo stimolo per spingere al miglioramento il singolo e la comunità. Non c’è chi possa illudersi di realizzarle in toto ma chiunque può sforzarsi di avvicinarsi ad esse. In fondo anche «i teologi narrano le vite dei santi, anche se nessuno li può imitare perfettamente».