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Giuseppe Ferraro (Università di Napoli Federico II)
La decostituzione della coscienza e il ricorso dell’“anima del mondo”
L’appello di Giordano Bruno al processo della Modernità
Giovedì 19 febbraio
La coscienza e l’anima. La storia del legame per una filosofia pubblica
Venerdì 20 febbraio
La riforma del cielo stellato. Gli eroici furori e la conversione del mondo alla vita
La Modernità ha visto la costituzione della coscienza dell’Io insieme alla costituzione sociale dello Stato, così come gli anni che viviamo vedono la decostituzione della coscienza, della memoria e della persona confinata in celle di algoritmi con la funzione di sezioni di reclusione. La decostituzione della coscienza investe anche la decostituzione del “pubblico”, come della “democrazia”. Giordano Bruno è vissuto sulla soglia della Modernità con l’idea guida dell’”anima mundi”, in assenza della coscienza “costituzionale” delle “relazioni” che mantiene la “separazione” tra soggetto e oggetto, né c’era il “vuoto” a mettere in relazione di distanza l’aria e il respiro. La decostituzione della coscienza spegne anche quel che restava dell’anima come “lumen” che custodisce il valore di umanità. Si apre così l’istruzione di un “appello” al processo di Giordano Bruno per un “ricorso” dell’anima alla decostituzione della coscienza. L’eroico furore di Giordano Bruno con la “riforma del cielo stellato” riporta l’anima al sostegno della “convivenza civile” e della “umana conversazione”, spingendoci a ricercare nuove forme di legami per una “felicità pubblica” che unisca il mondo e la vita.

