Le categorie della realtà. Eredità e attualità di Luigi Scaravelli interprete di Kant
A cura di Antonio Branca (Università di Salerno) e Sandra V. Palermo (Università di Pavia)
Lunedì 18 maggio, ore 16
Sandra V. Palermo (Università di Pavia)
Scaravelli e Luporini lettori di Kant
Martedì 19 maggio, ore 10
Antonio Branca (Università di Salerno)
I frammenti scaravelliani sull’Analitica dei principi: genesi e problemi di un libro mai scritto
Martedì 19 maggio, ore 16
Claudio La Rocca (Università di Genova)
Le Osservazioni sulla “Critica del Giudizio”
Nonostante l’originalità e la centralità nella filosofia italiana del Novecento, Luigi Scaravelli rimane ad oggi uno dei pensatori italiani meno conosciuti. Complice anche la difficoltà di testi come la Critica del capire – che pure costituisce da più punti di vista uno degli esiti più dirompenti del neo-idealismo di Croce e di Gentile –, il pensiero del filosofo toscano non ha conosciuto un’adeguata diffusione, e attende ancora di essere scoperto e portato all’attenzione del grande pubblico. L’unica eccezione, da questo punto di vista, è rappresentata dagli studi di Scaravelli dedicati a Kant: dal Saggio sulla categoria kantiana della realtà alle Osservazioni sulla “Critica del Giudizio”. La messa in dialogo di Kant con la fisica contemporanea, la rivendicazione della centralità delle Anticipazioni della percezione, la posizione del problema della determinazione con- creta dello spazio da parte dell’intera Analitica trascendentale e il riconoscimento della funzione capitale del principio del Giudizio sono solo alcuni dei temi che il confronto di Scaravelli con Kant lascia in eredità alle generazioni successive.

