Ragion di Stato, ieri e oggi
A cura di Gianfranco Borrelli
Lunedì 22 giugno, ore 15
Saluti di Nello Preterossi e Gianfranco Borrelli
Pietro Sebastianelli (Università di Napoli Federico II)
Viviana Vacca (Università di Catania)
Per una critica genealogica: la ragion di Stato come dispositivo governamentale della conservazione politica nella storia italiana
coordina Gennaro Maria Barbuto
Pierangelo Schiera (Università di Trento)
Paolo Napoli (Università di Roma Sapienza)
Ragioni degli stati, sovranità, società civile in Italia e nei paesi europei: le funzioni di polizia civile/polizia cristiana
coordina Francesca Russo
Martedì 23 giugno, ore 10
Stefania Mazzone (Università di Catania)
Alessandro Colombo (Università di Milano Cattolica)
Tra condizioni d’emergenza e stato d’eccezione: ragion di Stato nelle guerre civili e nelle relazioni internazionali
coordina: Alessandro Arienzo
Come rimedio alla drammatica crisi rinascimentale, pratiche/saperi/istituzioni di ragion di Stato danno vita all’ultimo originale laboratorio politico in Italia. A partire dal Seicento, in tutti i paesi europei, differenti ragioni degli Stati producono attiva conservazione politica grazie al governo prudenziale delle popolazioni; attraverso strategie diplomatico-militari, questi dispositivi contribuiranno pure all’equilibrio politico nel sistema degli Stati sovrani. Nei processi contemporanei della mondializzazione, che decentra il primato dell’Occidente e moltiplica le dinamiche dei poteri regionali, la ragion di Stato ancora opera attivamente sotto forma d’interventi d’emergenza e dello stato d’eccezione.

