Emeroteca

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La biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ha origine nel 1975, anno di fondazione dell’Istituto, con l’accorpamento di ingenti fondi librari acquisiti precedentemente dal suo presidente, l’avvocato Gerardo Marotta, a seguito di un’accumulazione sistematica, protratta per diversi decenni in tutti i campi della cultura, di testi in lingua italiana, nelle lingue classiche e in lingue straniere. Questo incremento coerente è proseguito anche successivamente, intrecciando coerentemente le sue linee di aggiornamento con la dinamica multidisciplinare delle attività dell’Istituto. Il nucleo più consistente rimane comunque quello delle opere di filosofia, storia e scienze affini (pedagogia, psicologia), all’incirca un terzo dei 300.000 volumi – stima attuale della consistenza della biblioteca - anche se non meno rappresentati sono i settori delle opere riconducibili alle altre discipline che fanno parte delle scienze umane in senso lato e all’ambito scientifico, nel quale predominano le opere di carattere generale, prevalentemente incentrate sui rapporti e gli intrecci tra la cultura scientifica e quella umanistica.

Questa biblioteca, di cui solo una porzione molto ridotta era ospitata a viale Calascione, prima del trasferimento dell'Istituto a Palazzo Serra di Cassano, non ha ancora trovato una sede adeguata. Fanno eccezione le raccolte dei periodici, ospitate a palazzo Serra e presenti all’interno della banca dati online dell’ACNP, Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici, gestito dall’Università di Bologna e dal CNR. È possibile accedere alla consultazione delle testate possedute dall'Istituto attraverso una maschera personalizzata di ricerca. Per richieste e informazioni telefonare al numero: 081 764 2652 o scrivere all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
LA BIBLIOTECA DELL’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI
 

La biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ha origine nel 1975, anno di fondazione dell’Istituto, con l’accorpamento di ingenti fondi librari acquisiti precedentemente dal suo presidente, l’avvocato Gerardo Marotta, a seguito di un’accumulazione sistematica, protratta per diversi decenni in tutti i campi della cultura, di testi in lingua italiana, nelle lingue classiche e in lingue straniere. Questo incremento coerente è proseguito anche successivamente, intrecciando coerentemente le sue linee di aggiornamento con la dinamica multidisciplinare delle attività dell’Istituto.

Il nucleo più consistente rimane comunque quello delle opere di filosofia, storia e scienze affini (pedagogia, psicologia), all’incirca un terzo dei 300.000 volumi – stima attuale della consistenza della biblioteca - anche se non meno rappresentati sono i settori delle opere riconducibili alle altre discipline che fanno parte delle scienze umane in senso lato e all’ambito scientifico, nel quale predominano le opere di carattere generale, prevalentemente incentrate sui rapporti e gli intrecci tra la cultura scientifica e quella umanistica.
 
Il problema della sede

Fin dai primi anni della sua storia, la questione centrale che è stata posta con forza dall’Istituto, con il sostegno unanime del mondo della cultura, e che ancora non ha trovato una soluzione, è stata quella di individuare e ottenere una sede adeguata per le funzioni di una biblioteca aperta alla comunità degli studiosi, in cui ospitare un ingente patrimonio librario. Con la sola eccezione dei periodici, sistemati all’interno di Palazzo Serra, i volumi sono ancora dispersi in un numero considerevole di depositi o ambienti di differente tipologia, alcuni assolutamente insalubri, pertanto seriamente minacciati dal punto di vista della conservazione e sottratti ai bisogni della comunità degli studiosi, per altro non più sostenibili da un punto di vista finanziario, di conseguenza sottoposti già da tempo alla minaccia di procedure di sfratto da parte dei proprietari.
- Una prima destinazione, che sembrava da molti punti di vista ideale, quella del complesso dei Girolamini, è stata resa inattuabile - quando i locali in questione erano già stati assegnati all’Istituto dal Ministero delle Finanze - perché immediatamente dopo il terremoto del novembre 1980 occupato da nuclei familiari senza tetto a seguito degli eventi sismici.
- Un’altra soluzione profilatasi in seguito – l’unificazione con i fondi librari dell’Accademia Militare della Nunziatella nei locali della caserma “Nino Bixio” - pur autorevolmente sostenuta da atti formali sottoscritti da autorità politiche ed enti competenti (Protocollo di intesa e collaborazione, sottoscritto in data 22 febbraio 2000, dall’Ispettorato delle Scuole dell’Esercito, dal Comune di Napoli, dalla Regione Campania e dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici) non ha potuto trasformarsi in pratica attuazione.
- Successivamente la Regione Campania, con deliberazione di Giunta n. 6039 del 9 novembre 2001, individuava in un immobile di proprietà CONI in piazza santa Maria degli Angeli una sede idonea per caratteristiche intrinseche e per prossimità all’Istituto.
- Seguiva nel 2008 l’autorevole riconoscimento del “grande valore bibliografico e culturale della raccolta”, nonché della necessità di assicurarne adeguata sistemazione, integrità e unitarietà, manifestato dal Decreto dirigenziale Settore Musei e Biblioteche n. 90 del 19 giugno 2008.

- Le stesse valutazioni sono state ribadite dalle deliberazioni n. 1246 del 24 luglio 2008, 1584 del 3 ottobre 2008 e 1611 del 15 ottobre 2008, in cui veniva deciso di procedere all’acquisto dei locali di piazza santa Maria degli Angeli, in precedenza uffici del CONI, all’interno del palazzo Ciccarelli di Cesavolpe, avvalendosi delle risorse previste dall’Asse – Obiettivo operativo 1.10 La cultura come risorsa, per un totale di 6.000.000 di euro, successivamente integrate fino a un totale di 7.800.000 euro (Deliberazione n. 345 del 19 marzo 2010). La somma avrebbe dovuto coprire l’acquisto, la ristrutturazione, gli arredi e le infrastrutture informatiche, la catalogazione e digitalizzazione del materiale bibliografico.
- Un’ulteriore tappa di questo accidentato percorso è la deliberazione della Giunta regionale del 21 giugno 2011, in cui, in parziale modifica del disegno iniziale, si afferma la necessità di integrare il progetto originario con l’attivazione di una biblioteca pubblica “a scaffale aperto”, facendo confluire nei locali acquisiti, oltre il patrimonio dell’Istituto, anche i volumi consegnati dagli editori campani alla Regione in adempimento della normativa sul deposito legale. Inoltre viene destinata un’ingente somma – 1.800.000 euro – alla digitalizzazione della biblioteca.
- Solo nel marzo 2013, a distanza di tre anni dal definitivo acquisto dell’immobile, la Giunta Regionale della Campania ha costituito un “Gruppo di lavoro per la costituzione della biblioteca dell’Istituto”, nel quale sono stati coinvolti rappresentanti della regione Campania e dell’Istituto, allo scopo di avviare le attività preliminari finalizzate alla stesura di un progetto organico, affidato ad architetti della regione, di ristrutturazione dei locali di piazza s. Maria degli Angeli, da riservare esclusivamente alla sistemazione ed alla fruizione del patrimonio bibliografico dell’Istituto.
- In attesa della formulazione di un progetto esecutivo, del bando di gara e della realizzazione delle opere necessarie, l’Istituto, a causa dell’impossibilità di corrispondere i canoni di fitto richiesti per i depositi e appartamenti in cui era stato concentrato il materiale librario, ha dovuto progressivamente utilizzare depositi provvisori offerti da Comune di Napoli e regione Campania (ex-ospedale Leonardo Bianchi, capannoni all’interno dell’area di competenza dell’azienda di trasporti CTP, istituto Colosimo).


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