La biblioteca

La biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ha origine nel 1975, anno di fondazione dell’Istituto, con l’accorpamento di ingenti fondi librari acquisiti precedentemente dal suo presidente, l’avvocato Gerardo Marotta, a seguito di un’accumulazione sistematica, protratta per diversi decenni, in tutti i campi della cultura, di testi in lingua italiana, nelle lingue classiche e in lingue straniere. Questo incremento coerente è proseguito anche successivamente, intrecciando coerentemente le sue linee di aggiornamento con la dinamica multidisciplinare delle attività dell’Istituto. Il nucleo più consistente rimane comunque quello delle opere di filosofia, storia e scienze affini (pedagogia, psicologia), all’incirca un terzo dei 300.000 volumi – stima attuale della consistenza della biblioteca - anche se non meno rappresentati sono i settori delle opere riconducibili alle altre discipline che fanno parte delle scienze umane in senso lato e all’ambito scientifico, nel quale predominano le opere di carattere generale, prevalentemente incentrate sui rapporti e gli intrecci tra la cultura scientifica e quella umanistica. La biblioteca, nonostante tutte le difficoltà che ancora ne ostacolano le enormi potenzialità, “presenta i segni di uno sforzo ragionato di gestione e sviluppo, frutto, non di casuale sedimentazione, ma delle attività di studio, ricerca e formazione promosse dall'Istituto di appartenenza”. Gli assi costitutivi del patrimonio si possono individuare in collezioni, grandi opere e repertori di carattere filosofico, con un accento maggiore sulle tematiche legate ai testi del Settecento europeo, soprattutto di orientamento illuminista, alla grande filosofia tedesca e francese dei secoli XVIII e XIX, ai pensatori italiani dell’Ottocento, tra cui maggiormente rappresentati sono gli esponenti della scuola hegeliana napoletana, alle più autorevoli voci del dibattito culturale e filosofico novecentesco. In ogni caso tutte le scuole e gli indirizzi trovano adeguato posto nei fondi della biblioteca, dall’antichità classica ai contemporanei, secondo una linea che tende a privilegiare il più possibile le opere dei filosofi in lingua originale, affiancandovi, quando esistono, le traduzioni italiane e la saggistica di maggiore rilievo scientifico.

Alla biblioteca dell’Istituto è stato riconosciuto dal decreto n. 10 del 6 luglio 2017 della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania l’”interesse particolarmente importante storico” tutelato dalla disciplina del D.L. 22 gennaio 2004 e successive modificazioni.

Purtroppo questo ingente patrimonio non ha ancora trovato una sede adeguata che ne consenta una razionale sistemazione e, soprattutto, la completa fruibilità. Fanno eccezione le raccolte dei periodici ed una sezione specializzata sulla produzione filosofica internazionale, classici dall’antichità al XX secolo in prevalenza in edizione originale o in autorevoli versioni filogiche, in corso di catalogazione in SBN. Le riviste sono nella loro totalità ospitate a palazzo Serra e presenti all’interno della banca dati online dell’ACNP, Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici, https://acnpsaearch.unibo.it/custom/NA147, gestito dall’Università di Bologna e dal CNR. Per richieste, informazioni e prenotazioni telefonare al numero: 081 764 2652 o scrivere all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


Il problema della sede

In attesa della pubblicazione da parte della Regione Campania del bando di gara per l’affidamento della realizzazione delle opere necessarie al recupero dei locali a suo tempo acquisiti in piazza S. Maria degli Angeli (palazzo Ciccarelli di Cesavolpe), l’Istituto, a causa dell’impossibilità di corrispondere i canoni di fitto richiesti per i depositi e appartamenti in cui era stato concentrato il materiale librario, ha dovuto progressivamente utilizzare depositi provvisori offerti da Comune di Napoli e Regione Campania (ex-ospedale Leonardo Bianchi, capannoni all’interno dell’area di competenza dell’azienda di trasporti CTP, istituto Colosimo).

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