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Eugenio Garin - “Il ritorno dei filosofi antichi. Dal secolo XIV al XVI” (3/5)

Terza lezione
Napoli, 12 maggio 1982

Le edizioni e la diffusione dei testi

Per comprendere il costituirsi attraverso il Rinascimento di un nuovo patrimonio di cultura è necessario studiare in maniera analitica la circolazione e la diffusione dei testi degli antichi. In particolare, la nascita di imprese editoriali come quelle dei grandi stampatori veneti intreccia il fatto culturale con la dimensione dell'industria e del commercio, dando vita a un inedito concentrarsi di forze – ricercatori di manoscritti, studiosi, circoli accademici: il testo antico è allora restituito, alla luce di una nuova presa di coscienza, insieme al compendio delle discussioni medioevali e delle letture più recenti, rispondendo al tempo stesso a nuove esigenze, quali quelle legate all'ordinamento degli scritti, come accade ad esempio per l'edizione delle opere di Aristotele.

Attraverso una penetrazione capillare in Italia e in Europa, favorita anche dalla pubblicazione di libri economici (come è il caso per Lucrezio), la stampa dei testi degli antichi favorisce la disseminazione di un nuovo tipo di cultura, che induce anche a una nuova rappresentazione dei filosofi e delle loro vicende e che mette l'accento sull'importanza dell'impegno civile. Esemplare in questo senso la fortuna conosciuta dalle opere di Plutarco.

  • Plutarco e la religione, Atti del VI Convegno plutarcheo, Ravello, 29-31 maggio 1995, a cura e con un’introduzione di Italo Gallo. D’Auria, Napoli 1996. - 491 p. (Collectanea; 12).
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