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Luigi Firpo - "L’utopia nel Rinascimento da Moro a Campanella" (2/5)

Seconda lezione
Napoli, 27 febbraio 1981

Thomas More e l’Utopia

Il seminario muove dalla ricostruzione del contesto economico e sociale dell’Inghilterra della prima metà del XVI secolo: le condizioni di estrema povertà delle classi lavoratrici, la concentrazione della ricchezza e delle terre nelle mani della nobiltà, l’obbligo di pagamento per il Paese di cospicui oboli ecclesiastici alla Chiesa di Roma, la necessità di importare i maggiori beni di consumo e di manifattura, il crescere del numero di intere famiglie senza lavoro, che si riversavano per le strade in preda all’accattonaggio e al brigantaggio. Sono questo contesto e questo dramma sociale a mettere in moto la riflessione elaborata da Thomas More nell’Utopia. Firpo espone i maggiori nuclei tematici dell’opera – dal comunismo radicale al ruolo e al funzionamento della famiglia, dalla strutturazione dello Stato e delle cariche politiche al rifiuto della guerra, dal sovvertimento dei valori alla critica dell’ideologia dell’oro – individuandone i due principali bersagli nell’aristocrazia feudale e nel monachesimo parassitario. In tal modo l’opera di More si pone in linea con altri testi dell’epoca – il Lamento della pace di Erasmo da Rotterdam e il Principe di Machiavelli, definiti le «grandi arringhe della borghesia nascente», e in quanto tali rispondenti alla presa di coscienza della fine dell’aristocrazia feudale e della necessità di un sovrano e di una forma di Stato rinnovati. Ne emerge il racconto di un’opera complessa, sfaccettata e stratificata, di un libro di grande afflato che ha contribuito a cambiare il senso della sorte che l’uomo ha su questa terra. Firpo non manca tuttavia di rilevarne i limiti, derivanti dal suo rappresentare una società perfetta e immodificabile, poiché rinchiusa in una infinita ripetizione, una società nella quale la felicità è considerata qualcosa di realmente tangibile e non il frutto di un progresso e di una continua conquista degli esseri umani.

  • Aldo Maffey, L’utopia della ragione, presentazione di L. Firpo, Bibliopolis, Napoli 1987
  • Francesco Fiorentino, Studi e ritratti della Rinascenza, La scuola di Pitagora, Napoli 2008
  • Pierre Brunel, Mythe et utopie, La scuola di Pitagora, Napoli 2013
  • Eduardo Simeone, Nel segno di Erasmo. Philologia perennis e identità culturale europea, La scuola di Pitagora, Napoli 2014
  • Giuseppe Gagliano, Pace e guerra giusta nella riflessione di Erasmo da Rotterdam, La scuola di Pitagora, Napoli 2016
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