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Hans-Georg Gadamer - "I Presocratici" (2/7)

Seconda lezione
Napoli, 12 gennaio 1983
I Presocratici in Platone

 

Poiché dei cosiddetti Presocratici non esistono fonti dirette, ma solamente frammenti ricostruiti a posteriori, Gadamer sottolinea come un accesso al loro pensiero appaia sempre mediato. È questa, d’altronde, una situazione esemplare per gli studi storici in generale: essi si fondano sull’impossibilità categorica di esplicitare l’evento se non ricorrendo all’analisi dei rapporti di forze, contesti (o strutture), attraverso i quali si esplica. Se qualcosa come un “inizio” non può dunque mai essere colto in se stesso, ciò vale tanto più per gli inizi del pensiero occidentale, i quali possono essere rintracciati solamente all’interno – con Dilthey – di un «contesto di effetti (Wirkungszusammenhang)».
Dopo il denso preambolo sul metodo storico, Gadamer ne esplicita il senso soffermandosi su alcuni luoghi platonici ove insiste un riferimento ai Presocratici. Così nel Fedone il concetto di aitia (causa) appare come una risposta al problema pitagorico del materialismo, e la presa di posizione nei confronti della nozione pseudo-eraclitea di “flusso” consente a Platone nel Teeteto di polarizzare il proprio concetto di conoscenza.
Non si tratta di avallare la pretesa di una ricostruzione autentica del pensiero dei Presocratici, ma di valutare passo per passo nel contesto dei dialoghi l’esigenza platonica di riferirsi ad essi (e in qualche modo costituirli) come a dei veri e propri “predecessori”.

Video, Hans-Georg Gadamer